Science, scientism and natural philosophy – Scienza, scientismo e filosofia naturale

(segue testo in italiano, click qui)

In this first post I am going to collect most of the themes I want to discuss in this blog.

The central theme is science and the scientific culture in nowadays western society.

Let’s start from the observation that science is generally considered as the most reliable system of knowledge that can help us in taking important decisions.

One important characteristic of scientific knowledge, that probably motivates this trust, is that it is (perceived as) objective, i.e. not biased by subjective preconceptions, emotions, past experiences, etc..

One focus of this blog will be to identify and clarify how and when those ideas were formulated and became widely accepted; here we can briefly mention Descartes, Bacon and the Illuminism.

When this trust in science comes from the attitude to give up our own responsibility towards our choices and our life, when we just want to trust “an expert”, a scientist, and we give up even trying to understand the basics of the problem and the choices we are facing, we can say that we have an attitude similar to religious belief. I call this (pathologic) attitude scientism.

My general goal wit this blog is to analyze and challenge this tendency of our culture, and I would like to compare and discuss those ideas with others interested in these themes. I believe that this discussion is relevant, and should be accessible, also to people without extended scientific and/or philosophical knowledge.

But, let’s ask ourselves, what was the (scientific) culture of our society before this drift towards scientism?

Those who today pursue an academic career must obtain a degree that has still the name of “Philosophy Doctor”, and this reminds us of a time when there was no difference between being a scientist and being a philosopher. In that context, science was conceived as “the pursue of understanding nature”. The approach to this task was more open and broader than today, the tools of introspection and intuition were kept in higher consideration, and mathematics and the quantitative analysis were not the only option. We can call that type of studies Natural Philosophy, which is the name I have chosen for the blog.

I believe that this approach, less obsessed by mathematics and the quantity, a more holistic attitude towards the study of  reality and nature, would be more effective and more useful.

To give a concrete example, let’s consider medicine. An excessive focus on objective and quantitative knowledge on one hand, and the neglect of intuition, empathy, and the development of a sound morality, can create a type of doctors and health professionals with a good or outstanding knowledge of the functions of the human body, but who may totally fail to understand the feelings of their patients, or who may be bribed, and take decisions aimed at his/her personal gain, and against the well-being of the person he/she should take care of.

In those cases the very goal of the studies and efforts he/she has done, i.e. the well-being and the health of others, may be totally betrayed, even if he/she has achieved the highest peaks of scientific knowledge.

This is just an example, inspired by the hot debate going on media and social networks about  vaccines.

With this example I want to show why this discussion about science and the scientific culture should involve and interest everyone.

We face the danger that the power to take important decisions, that heavily impact on the lives of everyone, is restricted to a small number of “experts”. As a consequence of the scientific culture described above maybe they have very specialized and outstanding scientific knowledge, but may lack a wider perspective, and some moral and human characteristics, and this may lead to the worst outcomes.

I strongly believe that a serious discussion about those themes, involving professionals of science and non-experts, is very important, and I hope that this blog will be able to contribute to this discussion.

(If you want to leave a comment and stay anonymous, please feel free to use a pseudonym and a fake email.)

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Italiano.

In questo primo post voglio introdurre la maggior parte dei temi di cui vorrei discutere in questo blog.

Il tema centrale è la scienza e la cultura scientifica della società occidentale contemporanea.

Cominciamo con l’osservazione che la scienza è generalmente considerata come il sistema di conoscenze più affidabile a cui ricorrere quando bisogna prendere decisioni importanti.

Una caratteristica importante della conoscenza scientifica, che probabilmente è alla base di questa grande fiducia riposta in essa, è il fatto che è (percepita come) oggettiva, cioè non influenzata da preconcetti soggettivi, emozioni, esperienze passate, etc..

Un tema di questo blog sarà quello di identificare e chiarire come e quando queste idee sono state formulate e sono diventate ampiamente accettate; qui possiamo brevemente accennare a Cartesio e Bacone e l’illuminismo.

Quando questa grande fiducia nella scienza è dovuta ad un atteggiamento di rinuncia al senso di responsabilità verso le nostre scelte e la nostra vita in generale, quando tutto quello che vogliamo è affidarci ad “un esperto”, uno scienziato, e rinunciamo anche solo a cercare di capire gli elementi più semplici del problema e delle scelte che ci troviamo davanti, possiamo dire di avere un’atteggiamento simile al credo religioso. Io chiamo questo atteggiamento (patologico) lo scientismo.

Il mio obbiettivo generale nel lavorare a questo blog è di analizzare e mettere in discussione questa tendenza della nostra cultura, e vorrei confrontare e discutere queste idee con altre persone interessate a questi temi. Credo che questa discussione sia rilevante, e debba essere accessibile, anche a persone senza una conoscenza scientifica e/o filosofica estese.

Ma chiediamoci: qual’era la cultura (scientifica) della nostra società prima che questa tendenza allo scientismo avesse inizio?

Quelli che oggi si occupano di ricerca scientifica accademica devono in genere ottenere un dottorato, che in inglese viene ancora chiamato PhD (Philosophy Doctor), e questo ci ricorda di un tempo in cui non c’era differenza tra essere uno scienziato ed essere un filosofo. In quel contesto, la scienza era considerata come “l’attività di comprendere la natura”. E l’approccio verso questa attività era più aperto e più ampio rispetto a oggi, gli strumenti dell’introspezione e dell’intuizione erano tenuti più in considerazione, e la matematica e l’analisi quantitativa non erano la sola opzione. Possiamo chiamare questo tipo di studio della natura filosofia naturale, che è il nome che ho scelto per il blog.

Io credo che questo approccio, meno ossessionato dalla matematica e dalla quantità, un atteggiamento più olistico verso lo studio della realtà e della natura, sarebbe più efficace e più utile.

Per dare un esempio concreto, consideriamo la medicina. Il focalizzarsi eccessivamente sulla conoscenza oggettiva e quantitativa da una parte, e il trascurare l’intuizione, l’empatia, e lo sviluppo di una correttezza morale, può portare ad un tipo di dottori e professionisti del campo della medicina con una conoscenza buona, o anche ottima, delle funzioni del corpo umano, ma che potrebbero non riuscire per niente a capire le emozioni dei propri pazienti, oppure che potrebbero essere corrotti, e prendere decisioni con il solo scopo del proprio guadagno personale, e contrarie al benessere della persona che stanno curando.

In questi casi lo scopo stesso degli studi e degli sforzi fatti nella loro preparazione, cioè il benessere e la salute degli altri, potrebbe essere completamente tradito, anche se il medico avesse raggiunto le vette più alte della conoscenza scientifica.

Questo è solo un esempio, ispirato dall’acceso dibattito che avviene negli ultimi tempi sui media e sulle reti sociali a proposito dei vaccini.

Con questo esempio voglio mostrare perché questa discussione sulla scienza e la cultura scientifica dovrebbe coinvolgere ed interessare tutti.

Abbiamo davanti il rischio che il potere di prendere importanti decisioni, che hanno un pesante impatto sulla vita di tutti, sia ristretto ad un piccolo numero di “esperti”. Come conseguenza della cultura scientifica descritta sopra questi esperti potrebbero anche avere un ottima conoscenza scientifica, ma potrebbero mancare di prospettiva, e di aspetti di umanità e moralità, e questo potrebbe portare alle peggiori conseguenze.

Io credo fermamente che una seria discussione su questi temi, che coinvolga professionisti della scienza e persone non esperte, sia molto importante, e spero che questo blog sarà in grado di contribuire a questa discussione.

(Se volete lasciare un commento e rimanere anonimi, sentitevi liberi di usare uno pseudonimo e una email fasulla.)

11 thoughts on “Science, scientism and natural philosophy – Scienza, scientismo e filosofia naturale

  1. Da non scienziato e tanto meno filosofo, pongo subito una questione pratica: in Campania il registro tumori infantili (http://www.santobonopausilipon.it/article/la-presentazione-dei-dati-del-registro-tumori) e lo studio EPIKIT (http://www.mdpi.com/1660-4601/14/5/495 ) prendono in esame l’incidenza di identiche patologie, nello stesso periodo. Con una differenza di circa 2.000 casi in più (EPIKIT) o in meno (registro tumori) i due lavori giungono alla stessa conclusione, cioè che è tutto nella norma. Da Seveso ad oggi, l’epidemiologia non ha MAI evidenziato correlazioni certe tra danni ambientali e sanitari, svolgendo, più che attività scientifica, comunicazione politica per il controllo delle popolazioni esposte a rischio ambientale. Epidemiologia che assolve un ruolo ugualmente politico nella gestione del dissenso popolare e scientifico sui vaccini di cui si vuole occultare gli effetti avversi e l’insensatezza di concentrare dodici vaccinazioni nei primi mesi di vita. Lo scientismo viene descritto dal Devoto Oli come quel «movimento intellettuale sorto nell’ambito del positivismo francese (seconda metà del XIX secolo), tendente ad attribuire alle scienze fisiche e sperimentali e ai loro metodi, la capacità di soddisfare tutti i problemi e i bisogni dell’uomo». Oggi, non credo si possa parlare di scientismo ma di scientiservilismo teso al controllo delle masse, in sostituzione dell’ormai superata leva religiosa!

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    • Ciao Giampiero, grazie del tuo commento!
      Si, la questione di questo post, e dei prossimi, non è una semplice disquisizione intellettuale, ma ha delle conseguenze molto concrete.
      Si tratta come dici tu proprio di operazioni politiche.
      Chi se ne rende conto ha davanti a se il compito di reagire, e la prima cosa da fare, forse la più importante e difficile, è di “svelare” queste operazioni di propaganda bella e buona, facendo contro-informazione.
      Spero che con questo blog, e con l’aiuto e i commenti di voi lettori potremo contribuire almeno un po’ a cambiare questo stato di cose.
      A presto!

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  2. Interessante articolo. L’idea di riscoprire l’importanza dell’intuizione in realtà non contrasta con la matematica, anzi, ci sono stati (e credo ci siano tuttora) fautori di un approccio del genere proprio alla matematica, un approccio che non riduca tutto a un grande tentativo di assiomatizzazione della matematica stessa (a la Hilbert, per capirci)

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    • Si Marco, infatti.
      E le conseguenze e le ramificazioni di questa situazione sono ampie e profonde.
      Spero che con questo blog, e con l’aiuto e i commenti di voi cari lettori, possiamo contribuire almeno un po’ a cambiare questo stato di cose.
      È un obiettivo ambizioso, ma mi sta molto a cuore.
      Ciao!

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  3. Hi Giordano, Great blog!
    Very interesting subject!
    I have discussed a similar aspect concerning technology/society and reflections about right/wrong true/false… with a friend (and I may talk a little about this on my radio interview this coming sunday june 11) thanks Fabio Grazioso

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    • Hi Marianne, thank you for your comment!
      I am really interested in your interview, but unfortunately I am not in Canada at the moment. Will this interview appear online?
      Please let us know about it.
      Ciao!

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  4. It is a very interesting starting point to introduce a number of possible ‘abuses’ of the application of the scientific method to reality. What you call scientism is correctly related to a blind trust towards experts, however this trust is directly linked to the credibility that these experts can exert on others. I believe that one fundamental dogma that is the foundation of this blind trust is the statement that the scientific method is applicable in all and every human situation. This generates the belief that only observable knowledge and not morality is the foundation of civilization.

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  5. Ciao Giordano,

    Come sai io sono un razionalista cartesiano duro e puro, quindi spesso giochero’ il ruolo dell’avvocato del diavolo.
    Questo “articolo-manifesto” è largamente condivisibile e affronta da quanto capisco il delicato rapporto fra scienza e società più che la scienza in sé.
    Sono assolutamente d’accordo che la scienza non dovrebbe diventare una fede, ma per fare questo occorre che tutti abbiano le minime conoscenze di base (e la necessaria curiosità per ampliarle) che permettano di capire sul serio quello che si legge in giro.
    Certamente, nessuno puo’ essere esperto di tutto e l’ “ignoranza” – nel senso letterale del termine – non è un peccato, perché si “cura” con buona volontà.
    Il punto è che lo zoccolo di base non si crea su internet, o almeno non leggendo la prima cosa che capita sotto mano. Avere delle basi costa fatica e tempo e in genere un percorso strutturato, che certamente nulla impedisce di farsi da solo.
    E questo è anche importante per sviluppare un intuito “scientifico”: avere sulla base delle proprie conoscenze un certo fiuto per capire cosa c’è di ragionevole e cosa no in un’affermazione. Si sa, a volte il senso comune porta a conclusioni contrarie a quelle scientificamente corrette.

    Due sono i problemi che vedo spesso:
    1) Una generale sfiducia negli attori della scienza, che si traduce erroneamente in una sfiducia nella scienza in sé. Il che genera…
    2) una ricerca di facili soluzioni (anche perché studiare è faticoso, diciamolo), a volte al di fuori di leggi fisiche, chimiche o biologiche consolidate.

    Ora, gli attori della scienza sono esseri umani come tutti, soggetti a passioni, a tentazioni, a corruzione, a pressioni. Non riconoscere questo è partire con il piede sbagliato. Per questo ci vuole intelligenza per distinguere fra l’attore (per esempio il medico, che puo’ sbagliare in buona fede, per incompetenza o per pressioni esterne) e la nozione scientifica in sé.

    Scherzando, ma non troppo, dico spesso: quando si chiede il parere a un esperto, bisogna già conoscere la risposta. Per dire che ognuno dovrebbe avere le conoscenze minime per affrontare qualunque soggetto e capire se ti stanno prendendo in giro o no, altrimenti bisogna prepararsi prima e indipendentemente.
    Ma anche avere fiducia in qualcuno che ne sa più di te non è male, anzi dovrebbe essere normale.
    Se qualcuno studia una materia da 40 anni e io non ne so niente, che motivo ho di credere *a priori* che lui vuole fregarmi e io ne sappia in realtà più di lui?
    Il problema – come mi sembri evidenziare tu, giustamente – è piuttosto quando da parte dell’attore c’è l’abuso della fiducia.

    Beh, mi fermo qua in attesa delle prossime discussioni!

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    • Ciao Valeriano, grazie per l’attenzione che hai dedicato al post (e all’aiuto tecnico! 😉 ). Mi fa molto piacere se vorrai fare l’avvocato del diavolo, perché apprezzo comunque la tua onestà intellettuale e la tua curiosità.
      Come dici tu, siamo d’accordo sulle questioni di fondo. Probabilmente abbiamo a volte delle diverse sensibilità e tendiamo a curare aspetti diversi. Ad esempio io non mi sento un cartesiano puro, e sto sviluppando sempre più un interesse per un approccio più olistico alla conoscenza che utilizzi l’intelligenza intuitiva e l’introspezione, come strumenti complementari (e non contrapposti) al ragionamento più “cartesiano”. Ne sto scrivendo nel prossimo post.
      Vediamo dove ci porterà questa discussione, sono sicuro che sarà proficua, perché siamo comunque motivati da una sincera voglia di conoscere.

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